La normativa

I Distretti Industriali 

In Italia i distretti industriali vengono riconosciuti con la legge 317 del 5 ottobre 1991, e nell’articolo 36 lo stato delega alle Regioni il compito di definirli e localizzarli.
Questa legge è stata poi corretta dal Decreto del Ministro dell’Industria del 21 aprile 1993, dalla Legge n. 266 del 7 agosto 1997 e dalla Legge n. 140/99 art. 6, commi 8 e 9. In particolare proprio quest’ultimo articolo stabilisce che spetta alle singole Regioni individuare i sistemi produttivi locali e di conseguenza i Distretti Industriali.

Istituiti con legge regionale, rappresentano ancora oggi uno dei punti di forza del sistema produttivo italiano: le imprese distrettuali occupano 2,2 milioni di lavoratori, che costituiscono il 45% dell’occupazione manifatturiera del Paese. Inoltre, il 29% delle esportazioni dell’intera industria manifatturiera italiana proviene da aree distrettuali.

I distretti produttivi della Lombardia

La Regione Lombardia è la prima regione ad definire i distretti industriali, già nel novembre 1993 la Giunta Regionale individua i 21 distretti e, nel febbraio seguente, il Consiglio Regionale definisce le procedure per la stesura dei programmi di sviluppo, stanziando le risorse per gli interventi. Nel 2001, con la delibera del governo regionale n. VII/3839 vengono individuati 16 distretti industriali di specializzazione produttiva e con la DGR n. 7/11384 del 29/11/2002 ha definito gli indirizzi per le politiche di sviluppo, il modello di governance e le procedure per la programmazione e per i finanziamenti, aggiornando così l’impianto normativo e amministrativo risalente al 1994.

I distretti “tradizionali” di specializzazione produttiva si caratterizzano per l’elevata concentrazione territoriale di piccole imprese con alta specializzazione produttiva in rapporto alla popolazione residente; aree consolidate e mature dove sono sedimentati da tempo sistemi produttivi qualificati, dove la presenza di istituzioni (Camere di Commercio, Enti locali) e soggetti privati (consorzi, associazioni imprenditoriali) sono in grado di sviluppare e sostenere la crescita interna. In Lombardia le aree identificate appartengono ai seguenti 16 raggruppamenti di settori di specializzazione, tra cui troviamo il meccanico lecchese:

  • Produzione e lavorazione metalli (3)
  • Tessile-serico-calza-abbigliamento-accessori per l’abbigliamento (9)
  • Mobili e legno (2)
  • Gomma e plastica (1)
  • Apparecchi elettrici, elettronici e medicali (1)

La velocità nel cambiamento dei processi industriali, lo sforzo innovativo continuo e le esigenze del tessuto imprenditoriale hanno portato alla necessità di ripensare i modelli distrettuali tradizionali. Regione Lombardia ha quindi elaborato delle politiche che, superando il concetto iniziale di concentrazione territoriale, si sono focalizzate progressivamente su azioni trasversali di interazione e integrazione, passando dall’impresa al settore, dal settore al distretto, e dal distretto alla filiera.

Dalla presenza di aree con sistemi di istituzioni e imprese specializzate nelle stesse produzioni, i distretti industriali si è passati ad aree consolidate e mature con strutturati sistemi produttivi e innovazioni incrementali, i distretti di specializzazione produttiva, fino ad arrivare a network trasversali di filiera, meta-distretti slegati da modelli territoriali di sviluppo e con forte capacità penetrativa di mercato.

I meta-distretti lombardi

La velocità nel cambiamento dei processi industriali, lo sforzo innovativo continuo e le esigenze del tessuto imprenditoriale hanno portato alla necessità di ripensare i modelli distrettuali tradizionali. Regione Lombardia ha quindi elaborato delle politiche che, superando il concetto iniziale di concentrazione territoriale, si sono focalizzate progressivamente su azioni trasversali di interazione e integrazione, passando dall’impresa al settore, dal settore al distretto, e dal distretto alla filiera, i meta-distretti slegati da modelli territoriali di sviluppo e con forte capacità penetrativa di mercato.
Aree di eccellenza produttiva e poli di sviluppo con un elevato potenziale tecnologico; i meta-distretti sono infatti caratterizzati da: una consolidata multisettorialità nei rapporti di filiera tra imprese, università e centri di ricerca; una territorialità estesa e non legata a una specifica area geografica; una forte presenza industriale e una leadership imprenditoriale in grado di rappresentare il sistema produttivo.

Attualmente le aree meta-distrettuali individuate in Lombardia sono 6:

  • 1. Biotecnologie alimentari
  • 2. Biotecnologie non alimentari
  • 3. Moda
  • 4. Design
  • 5. Nuovi materiali
  • 6. Information and Comunication Tecnology (ICT)

Cluster tecnologici

I Cluster tecnologici sono aggregazioni di imprese, università, enti pubblici o privati di ricerca, distretti tecnologici già esistenti e altri soggetti, caratterizzati da una forte leadership e operanti nelle aree tecnologiche – individuate nel Decreto MIUR 257/2012 – della chimica verde, agrifood, tecnologie per gli ambienti di vita, scienze della vita, tecnologie per le smart communities, mezzi e sistemi per la mobilità di superficie terrestre e marina, aerospazio, energia e fabbrica intelligente.

Tra maggio e luglio del 2014 Regione Lombardia ha riconosciuto (con dds 4638 e dds 6980)  9 Cluster Tecnologici Lombardi, ciascuno afferente ad una precisa area tecnologica di riferimento, e li ha ammessi all’agevolazione finanziaria per il biennio 2014-2015. Tramite il riconoscimento dei CTL, Regione intende promuovere l’ecosistema dell’innovazione lombardo, favorendo l’aggregazione sinergica tra i diversi soggetti attivi nel campo della ricerca e innovazione presenti sul proprio territorio.

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