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Al termine della seconda guerra mondiale il territorio lecchese imboccò subito e decisamente la strada di un nuovo, forte sviluppo industriale, caratterizzato dal moltiplicarsi di iniziative imprenditoriali sulla scia della ripresa post-bellica ma anche ben preparato dalla tradizione locale. Inoltre Lecco godeva di due importanti vantaggi competitivi rispetto ad altre realtà lombarde: il basso costo del lavoro e la notevole esperienza accumulata nel settore del ferro.

Negli anni Cinquanta lo sviluppo metalmeccanico fu sostenuto da una componente imprenditoriale diffusa e spontanea, caratterizzata da soggetti con elevata competenza tecnica, prevalentemente formati all'interno delle strutture di produzione di grandi aziende. Basterà ricordare in tal senso la Moto Guzzi, la Fiocchi Munizioni, la Forni e Impianti Industriali Ing. De Bartolomeis, la SAE, la Carniti.

La nascita di imprese per "gemmazione" cominciò ad essere più accentuata nel periodo 1961-1971 ed interessò orizzontalmente tutto il distretto, determinando la costituzione di una classe imprenditoriale omogenea sia sotto il profilo generazionale che culturale.

Le dinamiche di questo periodo videro un ulteriore declino del tessile e una parallela e complessiva tenuta del metalmeccanico, con comportamenti assai differenziati a seconda dei settori.

A livello organizzativo è importante ricordare che nel 1965 veniva fondato il "Consorzio Ilexport di Lecco", il primo consorzio all'esportazione sorto in Italia con lo scopo di sviluppare l'esportazione delle piccole e medie imprese e dell'artigianato.

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