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Con l'aprirsi del Novecento avvenne un forte consolidamento del polo industriale lecchese. Il processo evolutivo consentì di evidenziare come il sistema locale, fin da questa epoca, dimostrasse una elevata capacità di adattamento strategico al cambiamento.

Alcune importanti sinergie imprenditoriali rappresentarono la base e il terreno di sperimentazione del modello che ha caratterizzato e continua a caratterizzare la realtà industriale lecchese: un sistema articolato di trafilerie e fucine piccole, in continuo scambio dialettico, a forte specializzazione ed elevata integrazione nonostante la frammentazione degli impianti, che garantisce una produzione considerevole ed estremamente diversificata di semilavorati.

Con l'affermazione della meccanica, agli inizi del Novecento, si posero le premesse per lo sviluppo industriale intensivo; il territorio lecchese conobbe un crescendo di iniziative spontanee che si moltiplicarono grazie ad un diffuso spirito di intraprendenza, al contributo di tecnici con elevata professionalità, ma soprattutto ad una classe imprenditoriale che volle e seppe percorrere con successo la strada dell'interscambio di esperienze.

Nel primo dopoguerra l'ulteriore crescita della metallurgia e la sempre più ampia affermazione della meccanica contribuirono a definire l'assetto manufatturiero dell'area lecchese, offrendo una precisa e autonoma fisionomia al tessuto produttivo locale.

Da un lato si consolidarono gli impianti di prima lavorazione del ferro, anche di grandi dimensioni, impegnati nel trattamento dei rottami ferrosi (quali l'Acciaieria e Ferriera del Caleotto ed il Laminatoio di Arlenico); dall'altro si sviluppò la rete di piccole e medie aziende che utilizzavano le verghe che uscivano dai nuovi impianti per produrre un vasta gamma di manufatti metallici, sempre più spesso realizzati su apposita indicazione della clientela. Già negli anni Venti e Trenta si andava evidenziando, seppur ancora timidamente, la caratterizzazione che vede il polo industriale lecchese come un distretto di processo più che di prodotto.

 

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